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COME SCEGLIERE IL TUO PROSSIMO CORSO/INSEGNANTE DI TEATRO!

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COME SCEGLIERE IL TUO PROSSIMO CORSO/INSEGNANTE DI TEATRO!

Lavinia Costantino

Corsi e laboratori di teatro ormai prolificano e talvolta vengono proposti come succedanei a percorsi di crescita personale: provo a spiegarti competenze, formazione e caratteristiche professionali per non incappare in ciarlatani.

Sono un’insegnante e una formatrice teatrale che lavora con bambini, adolescenti, adulti in formazione continua e persone con bisogni speciali (persone con disabilità, anziani e pazienti psichiatrici): il teatro è un lavoro splendido che può essere fonte di grande crescita e benessere per le persone che si iscrivono a un percorso, purché chi conduce il gruppo sia un professionista dotato delle giuste qualifiche, che si aggiorna continuamente e a cui sia molto chiara la mission etica di questa professione.

Purtroppo in Italia non c’è un vero e proprio cursus honorum che definisca chi è in grado di insegnare il mestiere del teatro, e soprattutto in contesti formativi e preventivi come la scuola o i servizi alla persona, i bandi per la ricerca di personale sono spesso scritti in maniera irrazionale e non valorizzano le competenze del professionista: capita così che a chi insegna teatro a bambini e ragazzi, vere e proprie spugne che assorbono tutto ciò che viene loro trasmesso, manchino alcune competenze o anche “solo” la vocazione ad intervenire in contesti così particolari.

Questo non vuol dire che allora necessariamente incapperai in ciarlatani e saltimbanchi che metteranno a repentaglio la tua creatività o le tue risorse emotive; diciamo però che ti consiglio di diventare un consumatore consapevole di teatro, per poter capire cosa vuoi fare e come trovarlo: provo a darti qualche strumento per orientarti se stai scegliendo un corso di teatro per te o per qualcuno a cui tieni.

SCUOLE DI TEATRO: COME SCEGLIERE QUELLA CHE FA PER TE

Se ti trovi in una grande città, è molto probabile che ci siano diverse scuole di teatro. In questo caso allora puoi:

  • confrontare le offerte (non solo dal punto di vista economico!)

  • andare a vedere qualche saggio di fine anno (molte scuole ne fanno anche uno a metà anno) o, se ospitano anche produzioni artistiche, qualche spettacolo: ti servirà a farti un’idea della loro proposta e a capire quali siano i loro riferimenti e obiettivi pedagogici e culturali

  • leggere la bio dei loro insegnanti: una buona scuola con un valido corpo docenti ha tutto l’interesse a farteli conoscere e a renderti in grado di individuare il migliore per te

  • prenotare una lezione di prova e viverla in maniera intensa, per capire se davvero fa per te, oppure, se la scuola propone anche formule seminariali, potresti valutare di cominciare a frequentare un workshop per capire meglio lo spirito della scuola.

Io tengo un corso di teatro per bambini e alcuni appuntamenti di teatro in inglese per adolescenti presso La Scuola delle Arti - Teatro Binario 7 a Monza, che nel decimo anno di attività conta intorno ai 700 allievi: ti dico un bonus speciale che per me ha questa scuola? Ogni mese noi insegnanti abbiamo la possibilità di partecipare a una supervisione con una psicologa, in cui chiedere consiglio per gestire al meglio il gruppo e gli allievi. Credo che sia un’iniziativa pionieristica che si tradurrà in una sempre maggiore qualità dell’insegnamento.

Se invece abiti in una piccola cittadina o in un paese che non ha grandi scuole il cui nome e storia possano garantire per la qualità dell’insegnamento, ti suggerisco comunque di approfondire il curriculum dell’insegnante che è attivo nella tua area, di vedere se possibile suoi passati lavori e, perché no, di chiedergli un piccolo colloquio: senza abusare del suo tempo, in una decina di minuti o in qualche scambio di mail ti sarà possibile capire, per grandi categorie, come imposta il suo lavoro artistico e pedagogico.

In un buon corso di teatro, tenuto da professionisti, si trovano diversi livelli di esperienza e possibilità di crescita: culturale, umana, relazionale, creativa, e se hai delle aspettative precise come ad esempio quella di affrontare un autore in particolare o piuttosto di lavorare molto con i linguaggi non verbali, è sicuramente possibile fare una scelta ancor più consapevole.

E soprattutto ricorda: l’amatore, o il non-ancora-professionista devi essere tu, non il tuo insegnante!

Se vuoi fare teatro con me la prossima occasione è questa:, e, prima che tu me lo chieda: il mio lavoro è fortemente orientato alla comunicazione non verbale, e il ciclo di seminari che ti ho appena linkato è contaminato con elementi di mindfulness, per un’esperienza creativa che sviluppa strumenti di ascolto di sè e di consapevolezza.