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SETTEMBRE: TRE MINI-PRATICHE PER INIZIARE CON CREATIVITA' E CONSAPEVOLEZZA

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SETTEMBRE: TRE MINI-PRATICHE PER INIZIARE CON CREATIVITA' E CONSAPEVOLEZZA

Lavinia Costantino

Non ci girerò intorno: Settembre è una grande sfida. Ecco perché ti ho preparato questo memorandum mindful per rimanere consapevole, creativo e connesso negli alti e bassi di questo nuovo inizio: puoi salvarlo sul cellulare, appenderlo sopra la scrivania o semplicemente sapere che c’è, e che ci stiamo lavorando tutti.

Settembre: ogni fine è un inizio

Credo che nessuno sia immune dal fascino di questo mese che evoca contemporaneamente l’idea della fine dell’estate, delle vacanze, o comunque di un periodo più libero (perché anche se sei rimasto in città, scommetto che alla fine della giornata di lavoro è più piacevole bere una birra in piazzetta che correre verso la macchina e scongelare il parabrezza!) e insieme l’inizio: dell’agenda nuova, immacolata e pronta a riempirsi dei segni di un anno che immaginiamo fantastico e scoppiettante, o ansiogeno e peggio dello scorso; della scuola e delle corse a destra e a manca, del momento in cui occorre rimettersi la cravatta tutti i giorni.

Non c’è modo di eludere questa verità: Settembre è sia fine che inizio, ed è proprio per questo che rappresenta una doppia opportunità. Ecco qualche suggerimento perché questo mese di passaggio possa essere davvero un’opportunità e non il macigno di Sisifo sulle spalle.

  1. Sii come un albero: valorizza il cambiamento

Quando ricomincio i corsi con bambini e adolescenti, e soprattutto gli incontri individuali di artiterapie, mi accorgo subito di quanto l’estate faccia maturare i più giovani. Nel tempo mi sono accorta che succede anche a noi adulti, ma che tendiamo a non farci caso.

Eppure certamente quest’estate hai visitato un posto che ti ha lasciato qualcosa. O hai letto un libro che ti ha insegnato che. Hai provato un nuovo sport, e ti sei accorto che sei capace di questo e quello. Hai tagliato i capelli, sei uscita senza trucco, hai vissuto di più e instagrammato di meno: che tu abbia perso o guadagnato qualcosa, di certo l’estate ha portato dei cambiamenti e ha messo in luce qualcosa di nuovo in te.

Anziché cercare di affrontare Settembre mantenendoci ossessivamente attaccati al ritmo estivo, scivoliamo nel cambiamento. Proviamo a non pensare che cambiare significhi perdere, lasciar andare, dimenticare, ma semplicemente trasformarsi. Osserviamo come l’estate ci ha trasformati per capire che sì, non siamo più quelli di qualche mese fa e che Settembre non è Luglio: siamo diversi, non migliori né peggiori.

2. Sii come le onde: costanti ma irripetibili

Tra le varie domande che i bambini mi fanno al termine di uno spettacolo c’è spesso: ma non ti annoi a raccontare sempre la stessa storia? Curiosamente, invece, è quando conosci alla perfezione ogni sfumatura di ciò che stai per fare, che incominci a divertirti davvero, perché ogni volta puoi modificare, arricchire, cambiare qualche dettaglio e rendere la storia viva e vera per te e per il pubblico che hai davanti. E scommetto che non è così solo nel mio lavoro, ma in tutte le professioni che implicano una routine (cioè, direi, in tutte le professioni e basta!). Una delle più grandi resistenze che si attivano al ritorno dalle vacanze è la paura di rientrare nello schema di giorni e settimane tutti uguali, scanditi solo dall’attesa del weekend o del ponte. Se ti capita, è perfettamente normale, perché noi umani siamo creature sofisticatissime che tendono a innescare il pilota automatico non appena pensano che non occorra mantenersi molto vigili, e quindi il pensiero di un anno di lavoro e di quotidianità ci mette automaticamente in modalità zombie.

Però se ci pensi, come io incomincio a divertirmi quando conosco benissimo la storia che sto andando a raccontare, come un cuoco può improvvisare quando è del tutto sicuro della qualità dei suoi ingredienti, anche tu puoi usare la routine per risvegliarti anziché per zombificarti definitivamente: quando vai al lavoro facendo una strada che conosci a menadito puoi fermarti a osservare le persone, non certo quando sei a Firenze e cerchi il tuo hotel su Google Maps mentre la folla ti spintona e ti accorgi che il bimbo nel passeggino sta amabilmente condividendo il gelato con il cane, una leccata a testa (scena vista dal vivo un paio di anni fa).

Quando ti alleni facendo milioni di volte lo stesso esercizio, sentirai i muscoli cambiare, settimana dopo settimana. Quando il tuo lavoro richiede ogni giorno le stesse azioni, puoi cominciare ad osservare come la tua predisposizione renda ogni azione diversa - dimmi che il meeting mensile è uguale, se lo vivi sapendo che la sera andrai alla riunione di condominio, o a cena con quella persona…

Quando ogni mattina svegli i tuoi bimbi e li vesti, ti accorgi che sono cresciuti, che la frangetta va negli occhi, che hanno imparato una parola nuova: anziché vedere la routine come la morte della nostra vitalità, possiamo provare a viverla come lo spazio in cui è possibile creare e osservare ogni minimo cambiamento, scoprire la ricchezza del quotidiano e ricordarci che siamo vivi.

Vivi come le onde: si susseguono una dopo l’altra, sì, ma proprio questo ci permette di notare come ognuna sia unica e irripetibile. Guarda caso esattamente quello che facciamo quando, durante la pratica, ci sediamo sul tappetino e ascoltiamo il nostro respiro…

3. Sii come il vento: respira!

Se sei arrivato a leggere fin qui (grazie!), c’è un’altra verità che ci siamo praticamente già detti: il tempo scorre. Va, ogni giorno e ogni minuto, e non possiamo trattenerlo. Né possiamo continuare a credere di riuscire a rincorrerlo, perché la sensazione che il tempo corra più in fretta di noi è una delle maggiori fonti di ansia che mi viene spesso raccontata.

Allora ti propongo un’altra cosa del tutto anticonvenzionale, ma veramente mindful: lascialo andare. Non concentrarti su di lui, ma su di te, perché non starai mai meglio continuando a correre sempre più veloce per stargli dietro, piuttosto starai meglio quando, al colmo della pressione, sarai tu a scegliere di fermare il tempo, per respirare.

Osserva in quali momenti della giornata ti senti più teso: all’inizio? Quando sei nel traffico? La sera quando pensi di non essere riuscito ad arrivare alla fine delle incombenze in modo efficiente e preciso? Quando l’avrai scoperto, sappi che è in quei momenti che avrai bisogno di rallentare e fare qualche respiro in più.

Se hai bisogno di un po’ di supporto per tutto questo, puoi: