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MINDFULNESS E BAMBINI: STARE NELLA QUIETE

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MINDFULNESS E BAMBINI: STARE NELLA QUIETE

Lavinia Costantino

Sabato 24 Marzo ci troviamo alle 10.30 in Semplicemente Spazio per un incontro di mindulness in famiglia sul tema del silenzio: come? cosa? perchè?

 

Dopo gli alligatori nelle fogne di New York e i boa che periodicamente paiono popolare i quartieri romani, un'altra interessante leggenda metropolitana vuole che i bambini e il silenzio siano due concetti antitetici: provo a raccontarvi come ho scoperto che non lo sono.

Ho incominciato ad usare la mindfulness prima o dopo alcuni incontri di teatro con i bambini, particolarmente intensi: certamente l'esperienza teatrale ha molto in comune con la mindfulness, e quindi parole come respiro, attenzione, ascolto del corpo, non arrivavano del tutto nuove a bambini che lavoravano con me già da tempo.

Tuttavia mi sono stupita di quanto a lungo e quanto intensamente i bambini riescano a stare con se stessi in una dimensione di quiete e silenzio, interiore ed esteriore: anche se un'indicazione spesso diffusa è quella di praticare nella misura di un minuto per ogni anno di età, non è raro trovare bambini che amano farlo anche più a lungo.

 

Cosa si fa e come?

Per chi non fosse pratico di mindfulness, si tratta di ricavare alcuni minuti nell'arco della giornata (prima o dopo i compiti, prima di dormire, prima del pasto..) per portare l'attenzione a come stiamo qui e ora, aprendoci con curiosità e senza giudizio a quel che accade: la parola mindfulness significa proprio consapevolezza non giudicante del momento presente.

In concreto, potete scegliere un posticino tranquillo della casa, abbassare lievemente la luce e limitare i rumori (via cellulari ed altri oggetti rumorosi), predisporre un cuscino e sedervi con il vostro bambino. A questo punto potete scegliere uno tra questi piccoli giochi:

1. Appoggiare le mani sulla pancia ed osservare come si alzano e abbassano quando quest'ultima si "gonfia" o si "sgonfia" per via del respiro. Lasciate che tutta la vostra attenzione e curiosità si dirigano a ciò che succede tra le mani e la pancia: bastano pochi respiri per poi ritornare attivi con una sensazione di maggior rilassatezza, presenza e apertura.

2. Chiudere gli occhi e "mandare le orecchie in missione" ad ascoltare tutti i rumori circostanti, passando da quelli più lontani a quelli più vicini o viceversa, giocando a individuarli ma spostando l'attenzione in maniera fluida da uno all'altro senza soffermarci ed entrare in una catena di pensieri. Alla fine potete confrontarvi e scoprire chi ha sentito cosa: non è una gara a chi ne scopre di più, ma piuttosto a incuriosirvi su come ciascuno senta o ascolti cose diverse.

3. Sedervi schiena contro schiena e fare alcuni respiri insieme, stando attenti a tutto ciò che le schiene "si dicono" nel movimento di avvicinamento e allontanamento dato dal respiro.

 

Perché?

Io per ora mi sto concentrando su questi benefici, ma vi invito a scoprire quelli che funzionano nella vostra famiglia e a raccontarmeli!

1. Proporre dei piccoli momenti mindful di ascolto di sé dà sollievo ai bambini dall'intensità dell'esperienza quotidiana: l'età evolutiva infatti si chiama così proprio perché i piccoli stanno apprendendo a relazionarsi a tutto ciò che li circonda, e se già affrontare una giornata con i ritmi contemporanei è tosto per noi adulti, figuriamoci per i piccoli che hanno anche il compito di riordinare tutte le esperienze per dare loro senso e proseguire il percorso di crescita. Il tempo di silenzio e calma aiuta i bambini a lasciar sedimentare eventi, sensazioni ed emozioni, peraltro prevenendo così sovraccarichi ed esplosioni emotive magari non piacevoli. 

2. Sperimentare un momento di calma e di ascolto con mamma e papà permette al bambino di percepire la vera presenza del genitore accanto a lui: è un tempo in cui non state facendo qualcosa, ma state "semplicemente" esistendo insieme. Per il bambino questo è un grande dono, corroborante ed estremamente rassicurante, e può predisporre a momenti di intimità e confidenza che non sempre i piccoli sentono di poter avere nell'intensità del ritmo quotidiano. 

3. L'attenzione è come un muscolo, e non si esercita solo davanti alla lavagna! Le nostre menti, sia da piccoli che da grandi, sono programmate per girovagare, e la mindfulness è lo strumento ottimale per imparare a ridirigerle dove vogliamo che siano: per i bambini ciò significa sperimentare che attenzione e silenzio non sono solo precetti disciplinari da rispettare, specie in ambito scolastico, per non incorrere in punizioni.. ma sono possibilità che abitano dentro ciascuno di noi e che possiamo contattare quando lo desideriamo, per un momento di benessere.

 

IL CORAGGIO NON SEMPRE RUGGISCE. IL CORAGGIO A VOLTE E’ LA CALMA VOCE ALLA FINE DEL GIORNO CHE DICE “PROVERO’ DI NUOVO DOMANI. “
(Mary Ann Radmacher)