Contact Us

Use the form on the right to contact us.

You can edit the text in this area, and change where the contact form on the right submits to, by entering edit mode using the modes on the bottom right. 

         

123 Street Avenue, City Town, 99999

(123) 555-6789

email@address.com

 

You can set your address, phone number, email and site description in the settings tab.
Link to read me page with more information.

I DADI RACCONTASTORIE

Blog

I DADI RACCONTASTORIE

Lavinia Costantino

Eccoli qui! Non sono bellissimi?! Beh, forse chiusi nella confezione non vi dicono granché, ma i dadi raccontastorie sono degli strumenti di gioco espressivo davvero eccezionali.

Lavinia-Costantino-narrazione-teatro-dadi-raccontastorie.jpg

Cosa sono?

Sono dei normali dadi, dotati della caratteristica di riportare su ciascuna faccia un’immagine anziché un numero.

Ne esistono di diversi tipi: grandi, piccoli, con immagini più o meno grandi e dettagliate, di diversi materiali e colori per una stimolazione sensoriale. A seconda della grandezza e dell’immediatezza di lettura delle immagini riportate sulle diverse facce, io li uso per attività di narrazione improvvisata con bambini dai 4 anni, fino agli 11.

Come funzionano?

Il modo più tradizionale prevede di usarli con almeno due giocatori, ma si realizzano delle bellissime narrazioni in gruppi fino a 5/6 bambini – con un numero superiore il gioco rallenta molto e può diventare noioso.

Ciascun giocatore inventa una piccola porzione di storia – sono sufficienti una frase o due – lasciandosi aiutare dai dadi, che possono essere usati in due maniere: si può iniziare ad inventare una narrazione, e poi usare i dadi solo quando si sente il bisogno di un aiuto nell’improvvisazione, oppure si può lanciare il dado all’inizio del racconto e far cominciare la storia ispirandosi alla figura che esce - in questo caso la dose di imprevisto sarà ancora maggiore, perché ogni giocatore potrà continuare la storia solo includendo l’immagine mostrata dal dado.

A cosa servono?

Io li utilizzo come attività di preparazione a drammaturgie più complesse nei piccoli gruppi di teatro, e in seduta individuale quando utilizzo la narrazione nei percorsi terapeutici.

In generale, sono fantastici perché:

  • Sostengono i giocatori (grandi e piccoli!) nel lavoro espressivo, fornendo un aiuto perché l’esperienza creativa non risulti mai ansiogena, pur lasciando ampio spazio alla fantasia

  • Permettono di lavorare sul rinforzo dell’individualità creativa (racconto il mio pezzo di storia) ma contemporaneamente rinforzano le capacità di teamworking e di negoziazione (il mio pezzo di storia deve essere coerente con quanto inventato dai miei compagni)

  • Allenano la capacità di non giudizio: non vi è giusto o sbagliato in questo gioco, bensì si aprono continuamente nuove prospettive creative che rappresentano altrettante possibilità narrative

In particolare possono essere utili per bambini con bisogni speciali, come ad esempio bimbi con ritardo mentale lieve, con difficoltà linguistiche, o bimbi con forme di autismo ad alto funzionamento, i quali, pur dotati di grandissime capacità creative, hanno bisogno di molto contenimento e di strumenti rassicuranti quando approcciano attività espressive.

Come vedete, vi sono anche dadi raccontastorie tematici, quindi… cosa aspettate?! Andate, e raccontate!