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FACCIAMO CHE SIAMO MOSTRI: IL GIOCO TEATRALE E L'ASCOLTO MINDFUL PER PARLARE CON I BIMBI DELLE PAURE

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FACCIAMO CHE SIAMO MOSTRI: IL GIOCO TEATRALE E L'ASCOLTO MINDFUL PER PARLARE CON I BIMBI DELLE PAURE

Lavinia Costantino

Parlare della paura con i più piccoli spesso può non essere facile: a loro talvolta mancano le parole per descrivere le loro sensazioni ed emozioni, per noi adulti è difficile approcciare in maniera delicata ma efficace un tema che, in fondo, ci accompagna anche in età adulta. Dopo aver condiviso con voi qualche giorno fa l’audiostoria di Cati la strega, oggi voglio proporvi un’altra attività da fare a casa, che unisce il potere ristrutturante della narrazione allo sguardo accogliente e gentile della mindfulness.

Con i debiti adattamenti, potete sperimentare queste proposte sia con bambini di 3/6 anni che con i 6/10 anni.

Giochiamo a diventare un mostro: si ma come?!

Il fine di questa attività è di lasciarsi andare e divertirsi a trasformarsi in mostri, osservando il cambiamento di mimica facciale, corpo e voce quando passiamo da essere noi stessi a… una versione più mostruosa di noi stessi.

La trasformazione può avvenire in diversi modi:

  • Mettetevi davanti allo specchio e, magari accompagnandovi con una musica misteriosa o con un rock’n’roll divertente, cominciate a fare smorfie in libertà e cercate di capire insieme al vostro bimbo quali elementi del volto contribuiscono a trasformarci e come possono renderci più mostruosi. Grandi: è il momento di divertirsi e mollare il giudizio!

  • Con dei colori per face painting, potete dipingervi reciprocamente il viso chiedendo di essere trasformati in una creatura spaventosa - attenzione, questa variante è più adatta a bambini più grandi e che non tendano a spaventarsi facilmente, perché non si spaventino non appena si vedono allo specchio.

  • Con cartoncini, colori e materiali di riciclo potete creare delle maschere mostruose, divertirvi ad indossarle e, sempre con l’aiuto di un po’ di musica, immaginare come si muove o come si esprime quel mostro.

Una volta che avrete creato il vostro mostro, fatevi qualche foto, perché ci servirà per il prossimo passaggio!

E perché dovrei fare tutto ciò?!

Primo, perché potresti scoprire che con i tuoi bambini ti diverti :D

Poi, perché questo tipo di investimento espressivo aiuta il bambino a canalizzare le sue fantasie rispetto al tema del mostruoso.

Ora che avete le foto dei vostri mostri personali, infatti, procedì così:

  • Osservatele insieme e, a partire dalle caratteristiche della creatura mostruosa, cercate di immaginarne la storia: dove vive? di cosa si nutre? che carattere ha? chi sono i suoi nemici? da cosa deve difendersi? E’ il momento per te adulto di attivare il tuo ascolto mindful: vedrai che, lasciando libero il bambino di esprimersi e rimanendo connesso con ciò che ti racconta, scoprirai nella sua fantasia tratti ed aspetti che raccontano della sua emotività.

  • Osservate come avete fatto a trasformarvi: è stato il corpo? La voce? le smorfie? Ci sono altri momenti in cui ci trasformiamo in modi simili? Forse diventiamo spaventosi quando siamo arrabbiati, forse il volto si corruccia nello stesso modo quando siamo tristi e disperati.

Cosa mi porto a casa?!

Attraverso questi giochi creativi, e in un momento di relazione aperta, accogliente e curiosa, il tuo bambino avrà sperimentato che:

  • ci sono tanti mostri diversi, ciascuno con una sua storia, proprio come le persone. Capire questa storia ci aiuta ad averne meno paura.

  • anche a noi può capitare di trasformarci in mostri: forse usiamo una voce tremenda quando siamo arrabbiati, o mostriamo i denti, oppure corrucciamo tutto il viso quando ci disperiamo. Provate insieme ai bimbi a rintracciare le situazioni e i momenti in cui questa trasformazione accade.

  • Proprio come i mostri che abbiamo creato, anche noi abbiamo una nostra storia: magari diventiamo un po’ mostri furenti quando siamo delusi, oppure quando crediamo di doverci difendere. Provare a indagare le motivazioni che a volte ci trasformano nella versione tremenda di noi stessi ci aiuta ad esserne più consapevoli e a non attivarle in automatico: vale sicuramente per noi adulti, ma anche per i bambini!